| Caratteristiche tecniche Reputato uno dei migliori giocatori del panorama calcistico mondiale, ha nella potenza e nella tecnica le sue doti migliori, cui si aggiungono un'ottima visione di gioco, che gli permette di siglare anche assist di pregevole fattura, e l'abilità nel dribbling. In più di un'occasione ha realizzato gol che richiedono grande agilità e abilità nel controllo di palla[1].
Carriera
Club
Gli esordi Nato da una famiglia di emigranti provenienti da Bijeljina, in Bosnia-Erzegovina, da padre bosniaco e madre croata, Ibrahimović cresce a Rosengård, sobborgo di Malmö densamente popolato da immigranti.
Da giovanissimo entra a far parte della squadra del FK Balkan, aggregato alla formazione dei ragazzi di due anni più grandi. Tra le sue prestazioni da bambino spicca quella nella partita contro il Vellinge, testimoniata da un video trasmesso a Studio Sport. Entrato nella ripresa sul risultato di 4-0 per la squadra avversaria, Ibrahimović capovolge le sorti del match realizzando otto gol e fissando il risultato finale di 8-5 per la sua squadra.
In gioventù pratica con successo il taekwondo (diviene cintura nera), arte marziale che gli ha permesso di sviluppare doti acrobatiche fuori dal comune, coordinazione e sensibilità dei piedi.
Malmö e Ajax Nel 1995, all'età di 13 anni, viene acquistato dalla squadra della sua città, il Malmö FF. Nel 1999 fa il suo esordio nella Allsvenskan dove, fino al 2001, colleziona complessivamente 40 partite e 16 gol e suscita l'interesse di grandi club come l'Arsenal di Arsène Wenger.
Nel 2001 viene acquistato dall'Ajax di Leo Beenhakker per 7,8 milioni di euro. Tuttavia l'affermazione del calciatore avviene sotto la guida tecnica di Ronald Koeman. In totale nei Paesi Bassi gioca 74 partite siglando 35 gol. Con l'Ajax ha vinto due campionati olandesi (2002 e 2004), una Coppa d'Olanda (2002) e una Supercoppa d'Olanda (2002).
Il biennio alla Juventus Dopo alcune trattative con la Roma non andate a buon fine nell'estate 2003, nell'estate dell'anno successivo è la Juventus ad acquistare il giocatore per 16 milioni di euro. Realizza il primo gol con la nuova maglia in Brescia-Juventus 0-3 del 12 settembre 2004, suo esordio in Serie A. In totale colleziona 35 presenze e 16 gol.
Nella seconda stagione in bianconero ha un rendimento più discontinuo, specie nella seconda parte dell'annata. Colleziona comunque 35 presenze e 7 gol.
In totale con la Juventus, nel giro di due anni, colleziona 70 partite, 23 gol e 17 assist, e vince 2 scudetti (2005 e 2006, revocati entrambi a seguito dello scandalo di Calciopoli).
Lo scudetto con l'Inter Nell'estate 2006, in seguito alle vicende dello scandalo del calcio italiano, lascia la Juventus ed approda all'Inter, che batte la concorrenza del Milan e si aggiudica l'attaccante per 24,8 milioni di euro. Le prime parole da nerazzurro di Ibrahimović sono[2]:
« Da piccolo tifavo per l'Inter. Sono arrivato in una squadra molto forte, il mio futuro è qua. Sono stato molto professionale, ho rispettato il mio contratto ma alla fine si è presentata questa occasione e siamo rimasti tutti contenti, io, l'Inter e anche la Juve. Questo è il calcio, dovevo pensare al mio futuro e il mio futuro è qui. Mi dispiace per i tifosi juventini, ma la vita continua. »
Le dichiarazioni suscitano nei tifosi juventini grande dispiacere, perché associate al modo con cui, a detta di molti, il giocatore è passato alla storica rivale lasciando la formazione torinese, che lo aveva lanciato ai grandi livelli.
Dopo aver vinto la Supercoppa Italiana con l'Inter, è uno dei protagonisti della stagione 2006-2007, conclusasi con la vittoria dello scudetto con cinque giornate di anticipo rispetto alla fine del campionato. Segna al debutto contro la Fiorentina allo Stadio "Artemio Franchi". Titolare del reparto avanzato di Roberto Mancini, continua ad andare in gol con una certa regolarità nell'arco dell'annata e risulta decisivo per le due vittorie stagionali dell'Inter nel Derby di Milano. In totale colleziona 24 presenze, 15 gol e 8 assist. Appena conquistato lo scudetto, si fa operare a Rotterdam per un'infiammazione all'adduttore destro.
Anche nella stagione successiva si conferma punto di forza dei nerazzurri. Oltre a segnare con regolarità in campionato, si sblocca e realizza il primo gol in UEFA Champions League nella partita col PSV Eindhoven, contro cui è autore di una doppietta.
Nazionale Esordisce con la Nazionale svedese nel gennaio 2001 contro le isole Fær Øer e a 20 anni viene convocato per la fase finale della Coppa del Mondo 2002.
Si guadagna un posto da titolare accanto a Henrik Larsson in vista del Campionato europeo 2004, dando un fondamentale apporto alla qualificazione della Svezia ai quarti di finale con un gol alla Bulgaria e uno, di tacco, all'Italia. Nei quarti di finale sbaglia uno dei calci di rigore che condannano la Svezia all'eliminazione in favore dell'Olanda.
Più negativo per lui risulta il Mondiale di Germania, chiuso senza gol.
Il suo rapporto con la Nazionale si incrina negli ultimi mesi del 2006. In ottobre, dopo essere stato allontanato dal ritiro dal commissario tecnico Lars Lagerbäck a causa di una "evasione" notturna assieme ad altri due giocatori per festeggiare il compleanno del compagno Mellberg, decide di rinunciare temporaneamente alle convocazioni. Fa ritorno in rosa solo a fine marzo 2007, per la partita contro l'Irlanda del Nord a Belfast valida per le qualificazioni al Campionato europeo 2008.
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